Pacioli, Treatise XI in modern Italian, made by AI from our reading of the 1494 print
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Zenodo Page 434 (Folio Leaf 198v)
L01Distinctio nona. Tractatus XI. De scripturis
L02Come si debbano saldare tutte le partite del quaderno vecchio: e in[?] chi: e per che e della summa
L03summarum del dare e dell'avere, ultimo scontro del bilancio. Capitolo 34.
L04Del modo e ordine a saper tenere le scritture minute come sono scritti di mano lettere familiari polizze
L05processi: sentenze e altri strumenti e del registro delle lettere importanti. Capitolo 35.
L06Epilogo ovvero sommaria raccolta di tutto il presente trattato: acciò con breve sostanza si abbia
L07mandare a memoria le cose dette. Capitolo 36.
L08Distinctio nona. Tractatus XI particularis de computis et scripturis.
L09Di quelle cose che sono necessarie al vero mercatante: e dell'ordine a saper ben tenere un quaderno
L10con suo giornale in Venezia e anche per ogni altro luogo. Capitolo primo. I reverenti sudditi
L11di V. D. S.[?] Magnanimo D.[?] acciò a pieno
L12di tutto l'ordine mercantesco abbiano il bisogno: deliberai (oltre
L13le cose dinanzi in questa nostra opera dette) ancora particolar trattato
L14grandemente necessario compilare. E in questo solo lo inserto: perché
L15a ogni loro occorrenza il presente libro li possa servire. Sì del modo
L16a conti e scritture: come di ragioni. E per esso intendo dar
L17loro norma sufficiente e bastante in tenere ordinatamente tutti lor
L18conti e libri. Però che (come si sa) tre cose massime sono opportune
L19a chi vuole con debita diligenza mercantare. Delle quali la potissima
L20è la pecunia numerata e ogni altra facoltà sostanziale. Iuxta
L21illud philosophi[?] unum aliquid necessariorum est substantia. Senza il cui
L22suffragio mal si può il maneggio trafficante esercitare. Avvenga che
L23molti già nudi con buona fede cominciando: di gran faccende abbiano fatto. E mediante il credito
L24fedelmente servato in magne ricchezze siano pervenuti. Che assai per Italia discorrendo ne abbiamo
L25conosciuti. E più già nelle gran repubbliche non si poteva dire: che la fede del buon mercatante.
L26E a quella si fermava lor giuramento: dicendo: Alla fé di real mercatante. E ciò non deve essere
L27ammirazione: conciossia che nella fede cattolicamente ognuno si salvi: e senza lei sia impossibile
L28piacere a Dio. La seconda cosa che si ricerca al debito traffico: è che sia buon ragioniere: e
L29pronto computista. E per questo conseguire (di sopra come s'è veduto) dal principio alla fine: abbiamo
L30indotto regole e canoni a ciascuna operazione requisiti. In modo che da sé: ogni diligente
L31lettore tutto potrà imprendere. E chi di questa parte non fosse bene armato: la seguente in vano
L32gli sarebbe. La terza e ultima cosa opportuna è: che con bello ordine tutte sue faccende debitamente
L33disponga: acciò con brevità possa di ciascuna aver notizia: quanto al lor debito e anche
L34credito: che circa altro non s'attende il traffico. E questa parte fra le altre è a loro utilissima: che le[?] loro
L35faccende altrimenti reggersi: sarebbe impossibile: senza debito ordine di scritture. E senza alcun riposo la
L36loro mente sempre starebbe in gran travagli. E però acciò con le altre questa possano avere: il presente trattato
L37ordinai. Nel quale si dà il modo[?] a tutte sorti di scritture: a capitolo per capitolo procedendo. E ben che non
L38si possa così appunto tutto il bisogno scrivere. Nondimeno per quel che si dirà. Il peregrino ingegno: a qualunque altro
L39l'applicherà. E servaremo in esso il modo[?] di Venezia: quale certamente fra gli altri è molto
L40da commendare. E mediante quello in ogni altro si potrà guidare. E questo divideremo in 2 parti principali
L41L'una chiameremo inventario. E l'altra disposizione[?]. E prima dell'una: e poi dell'altra successivamente
L42si dirà secondo l'ordine nella preposta tavola contenuto. Per la qual facilmente il lettore potrà le
L43occorrenze trovare secondo il numero dei suoi capitoli e carte.
L44Chi[?] con il debito ordine che s'aspetta vuol saper ben tenere un quaderno con il suo giornale
L45a quel che qui si dirà con diligenza stia attento. E acciò ben s'intenda il processo indurremo
L46in campo uno che mo di nuovo cominci a trafficare come per ordine debba procedere nel tenere
L47suoi conti e scritture: acciò che sucitamente[?] ogni cosa possa ritrovare posta
L48al suo luogo perché non assettando le cose debitamente ai suoi luoghi verrebbe in grandissimi travagli
L49e confusioni di tutte sue faccende. Iuxta commune[?] dictum ubi non est ordo ibi est confusio. E però a perfetto
L50documento d'ogni mercatante di tutto nostro processo faremo come di sopra è detto 2 parti principali.
L51Le quali apertamente qui seguente chiariremo: acciò frutto salutifero s'abbia imprendere. E prima
L52dimostrando che cosa sia inventario e come s'abbia fare. Della prima parte principale di questo trattato
L53detta inventario. E che cosa sia inventario: e come fra mercatanti s'abbia fare. Capitolo 2. Conviene adunque
L54primamente presupporre e immaginare che ogni operante[?] è mosso dal fine. E per poter quello
L55debitamente conseguire fa ogni suo sforzo nel suo processo. Onde il fine di qualunque trafficante è di
L56conseguire lecito e competente guadagno per sua sostentazione. E però sempre con il nome di messer Domenedio:
L57debbano cominciare loro faccende. E in nel principio[?] d'ogni loro scritture: il suo santo
Zenodo Page 435 (Folio Leaf 199r)
L00Distinzione nona, Trattato XI. Delle scritture 199
L01nome avere a mente ecc. E però prima conviene che faccia suo diligente inventario, in questo modo: che sempre
L02prima scriva in un foglio ovvero libro da parte ciò che si ritrova avere al mondo, di mobile e
L03di stabile. Cominciando sempre dalle cose che sono in più pregio e più labili al perdere, come
L04sono i denari contanti, gioie, argenti ecc. Perché le stabili, come sono case, terreni, lagune, valle,
L05peschiere e simili non si possano smarrire come le cose mobili. E successivamente poi di mano
L06in mano scrivasi le altre, ponendo sempre prima il dì e millesimo, il luogo, il nome suo nel detto inventario
L07e tutto detto inventario si deve tenere in un medesimo giorno, perché altrimenti darebbe
L08travaglio nel maneggio futuro. E però a tuo esempio porrò[?] qui un principio, come si debba fare. Per lo
L09qual tu per te porrai[?] in ogni luogo il proposito seguire ecc. videlicet[?].
L10Forma esemplare con tutte sue solennità nell’inventario requisite. Capitolo 3
L11Al nome di Dio. 1493, a dì 8 novembre in Venezia.
L12Questo seguente si è l’inventario di me N. da Venezia, della contrada di Santo Apostolo.
L13Il quale ordinatamente io di mia mano ho scritto, ovvero fatto scrivere dal tale ecc.
L14Di tutti i miei beni, mobili e stabili, debiti e crediti che al mondo mi ritrovo
L15fino a questo presente giorno sopra detto. Prima partita. In prima mi trovo di contanti fra oro
L16e moneta, ducati tanti ecc. Dei quali tanti sono d’oro veneziani, e tanti d’oro ungari, e tanti fiorini larghi
L17fra papali, senesi e fiorentini ecc. L’avanzo monete d’argento e rame di più sorti, cioè troni, marcelli
L18carlini di re e di papa, e grossi fiorentini, testoni milanesi ecc. 2ª Item mi trovo in gioie
L19legate e slegate. Pezzi numero tanti ecc. Dei quali tanti sono balassi in tavola legati in oro anelli, pesano
L20once e carati grani ecc., l’uno ovvero in somma. Qui puoi dire a tuo modo ecc. E tanti sono zaffiri
L21pure a tavola in fermagli da donna, pesano ecc. E tanti sono rubini coculegni[?] slegati, pesano ecc. [lettura di Anthony Mellor: coculegni = non tagliati]
L22Gli altri sono diamanti grezzi a tavola e pontidi[?] ecc. Narrando le sorti e pesi a tua voglia. 3ª Item
L23mi trovo vesti di più sorte, tante della tale e tante della tale ecc. Narrando sue condizioni, colori
L24fodere e fogge ecc. 4ª Item mi trovo argenti lavorati di più sorti, come tazze, bacili, ramini[?],
L25cosileri[?], pironi ecc. E qui narra tutte le sorti a una per una ecc. E pesa ciascuna sorta da per sé sottilmente
L26e tieni conto dei pezzi e dei pesi ecc. E delle leghe, o veneziana o ragusea ecc. E anche
L27stampo ovvero segno che avessero, farne menzione ecc. 5ª Item mi trovo in massaria di panni lini
L28cioè lenzuoli, tovaglie, camicie, fazzuoli ecc. Capi numero tanti ecc. Lenzuoli di 3 teli o di 2 ½ ecc., tele
L29padovane o altre ecc., nuovi o usati, lunghi tanti braccia ecc. E camicie tante ecc., tovaglie di rese[?] ecc., fazzuoli
L30grandi numero tanti ecc. E piccoli tanti ecc., nuovi usati ecc. A tuo modo narra le sorti. 6ª Item
L31mi trovo letti di piuma, numero tanti ecc., con suoi capezzali di piuma nuova ovvero usata ecc., federa nuova ecc.
L32i quali pesano in tutto ovvero uno per uno, libbre tante ecc. Segnate del mio segno o d’altro, come si costuma
L33ecc. 7ª Item mi trovo di mercanzie in casa ovvero in magazzini ecc., di più sorti. Prima, colli tanti
L34di zenzeri[?] michini pesano libbre tante ecc. Segnati del tal segno ecc. E così andrai narrando a sorta
L35per sorta dette mercanzie con tutti contrassegni sia possibile e con quanta più chiarezza si possa di peso
L36numero e misura ecc. 8ª Item mi trovo colli tanti di zenzeri[?] bellidi ecc. E carichi tanti di pepe ecc.
L37pepe lungo ovvero piper tondo secondo che sarà ecc. E fardi tanti di cannelle ecc. pesano ecc. E colli tanti
L38garofani[?] ecc. pesano ecc. con fusti, polvere e cappelletti ovvero senza ecc. E pezzi tanti di verzini ecc. pesano ecc.
L39e pezzi tanti sandali[?] rossi o bianchi pesano ecc. E così andrai mettendo per ordine uno sotto l’altro ecc.
L409ª Item mi trovo pellami da fodere, cioè agnelli bianchi e albertoni[?] pugliesi o marchiani ecc., numero tanti
L41della tal sorte ecc. E volpi marchiane numero tante conce ecc. e numero tante crude ecc. E camozze conce e crude
L42ecc. numero tante ecc. 10ª Item mi trovo pelli fini foreste[?], armellini, dossi, vari[?], zibellini ecc., numero tanti di
L43la tal sorte. E numero tanti della tale ecc. Così distinguendo a una a una diligentemente con tutta verità,
L44acciò il vero ti abbia a guidare ecc. Avendo sempre avvertenza alle cose che vanno a numero, e a quelle che vanno
L45a peso, e a quelle che vanno a misura, poiché di queste 3 sorti si costuma fare il traffico per tutto.
L46E alcune si mercano a migliaio, altre a centinaio, altre a libbra, altre a G[?], altre a numero, cioè a conto come pellami
L47ecc., altre a pezzi, come gioie e perle fini ecc. Sicché di tutte fa ben nota a cosa per cosa ecc.
L48E queste ti bastino a tua guida. Le altre per te poi seguirai sempre ecc. 11ª Item
L49mi trovo di stabile prima una casa a tanti solari ecc., a tante camere, corte, pozzo, orto ecc.
L50posta nella contrada di Santo Apostolo, sopra canale ecc., appresso il tale e tale ecc. Nominando
L51i confini e riferendoti agli instrumenti se vi sono antichi più veri ecc. E così se più ne avessi delle case in diversi
L52luoghi, nominarle a simili ecc. 12ª Item mi trovo terreni lavorativi, campi ovvero staiore o
L53ovvero panora ecc. Nominandoli secondo l’uso del paese dove ti trovi ovvero dove sono situati
L54ecc. numero tanti ecc. Intendendo il campo ovvero staiora di tavole tante o canne o pertiche o bevolche ecc.
L55posti nella tal villa di Padovana[?] o altronde ecc. Appresso i beni del tale ecc. Chiamando i confini
L56ecc. e instrumenti ovvero partita di catasti, per i quali paghi le fazioni in comune ecc. I quali li lavora
L57il tale ecc. rendono l’anno di fitto comune stara tanti e denari tanti ecc. E così per te va narrando tutti[?]
L58tuoi possessioni ecc. Bestiami, soccide[?]. 13ª Item mi trovo avere alla Camera d’imprestiti ovvero altro monte in una
Zenodo Page 436 (Folio Leaf 199v)
L00Distinzione nona, trattato XI. Delle scritture
L01ducati tanti di cavedale nel sestiere di Cannaregio ecc. Ovvero parte in uno sestiere e parte in un altro.
L02Narrando ancora in nome[?] di chi sono scritti. E chiamando il libro di quell'ufficio
L03il numero delle carte dove è la tua partita. Il nome dello scrivano che tiene detto libro: acciò con
L04più tua facilità quando vai a scotere li possa trovare. Però che in tali uffici bisogna avere molti
L05scontri alle volte per la gran moltitudine che ci interviene ecc. E nota il millesimo che rispondano
L06a tempo per tempo acciò sappia quando vengano i suoi pro e quanto per cento rispondano ecc. 14
L07Item mi trovo debitori numero tanti ecc. L'uno è ser[?] tale del tale ecc. che mi deve dare ducati
L08tanti ecc. L'altro è il tale del tale ecc. E così narrali a uno a uno con buoni contrassegni e cognomi
L09e luoghi e quanto ti debbano dare e perché. E così se vi sono scritti di mano o strumenti
L10di notai fra voi fanne menzione ecc. In somma devo scotere ducati tanti ecc. Di buoni denari[?]. Se saranno
L11persone da bene ecc. altrimenti dirai di tristi denari[?] ecc. 15. Item mi trovo essere debito in tutto
L12ducati tanti ecc. tanti a al tale e tanti al tale ecc. Nominando i tuoi creditori a uno a uno. E
L13se vi sono chiarezze fra voi o di scritti o di strumenti nominarli. E chi. E come. Il dì il
L14luogo per molti casi potrebbero occorrere in giudizio e fuor di giudizio ecc.
L15Utilissima esortazione e salutiferi documenti al buon mercatante pertinenti. Capitolo 4
L16Così discorso con diligenza tutte le cose che ti ritrovi in mobile e stabile: come è detto
L17a una per una: se fossero ben diecimila di che condizioni e facoltà si sia e banchi
L18e imprestiti ecc. tutte al buon ordine conviene nominarle in detto inventario con tutti
L19contrassegni, nomi e cognomi quanto sia più possibile. Perché al mercatante non possano
L20mai le cose essere troppo chiare. Per gli infiniti casi che nel traffico possano occorrere: come
L21alla giornata sa chi in esso si esercita. E però ben dice il proverbio che bisogna più punti
L22a fare un buon mercatante che a fare un dottore di leggi. Chi è colui che possa numerare i punti
L23e casi che alle mani vengono ai mercatanti. Ora per mare. Ora per terra. Ora a tempi di pace e
L24d'abbondanza. Ora a tempi di guerre e carestie. Ora a tempi di sanità e morbi. Nei quali tempi e occorrenze
L25gli conviene saper prendere suoi partiti. Sì per i mercati, come per le fiere che ora in
L26una patria e città si fanno. E ora nell'altra ecc. E però ben si figura e assimiglia il mercatante al
L27gallo. Quale è fra gli altri il più vigilante animale che sia: e d'inverno e d'estate fa le sue notturne
L28vigilie, che mai per alcun tempo resta. Avvenga che di Filomena si dica: cioè del rosignolo
L29che tutta la notte canti: nondimeno questo si può d'estate al caldo tempo verificare: ma
L30non d'inverno: come l'esperienza è in pronto a dimostrarlo. E anche sia simigliata la sua
L31testa a una che abbia cento occhi, che ancora non gli sono bastanti: né in dire né in fare. Le quali cose
L32solo le dica chi le prova. Marrinolo[?]. Veneziani. Fiorentini. Genovesi. Napoletani. Milanesi
L29creditore subito l'ufficio della messetaria della sua rata.
L30Per i detti: all'ufficio della messetaria per il montare sopra detto, cioè di ducati tanti ecc., a ragione di tanti per cento.
L31Per la mia parte e quella del debitore in tutto monta ducati, grossi, piccioli, tanti. Vale lire soldi grossi piccioli.
L32La parte di contanti debitore lui, e creditore la cassa, così.
L33Per ser Zuan d'Antonio da Messina: A cassa contati a lui per parte dei sopra detti zuccheri sotto la forma del
L34mercato, ducati tanti ecc. Appare dal ricevere scritto di sua mano. Vale lire soldi grossi piccioli. La medesima in
L35quaderno dirà così.
L36Zuccheri di Palermo devono dare a dì tale di novembre, per ser Zuan d'Antonio da Messina, per pani
L37numero tanti pesano netti lire tante ecc., per ducati tanti il cento, montano netti di messetaria, carta 4, lire soldi grossi piccioli.
L38Quando volesse farne partita nuova. Ma volendo seguitare la preposta bastava dire a dì
L39tanti ecc. Per ser Zuan d'Antonio da Messina per pani numero tanti pesano lire tante ecc., monta carta 4, lire soldi grossi piccioli. La medesima in avere
L40dirà così.
L41Ser Zuan d'Antonio da Messina deve avere a dì tanti di novembre, per zuccheri di Palermo, pani
L42numero tanti pesano netti lire tante per ducati tanti il cento, montano netti di messetaria ducati tanti, dei quali al
L43presente gliene debbo dare contanti ducati tanti ecc. Dell'avanzo mi fa tempo per tutto agosto primo futuro,
L44sensaro ser Zuan de Gagliardi. Vale carta 4, lire soldi grossi piccioli.
L45In dare la medesima. Per la parte dei contanti dirà così.
L46Ser Zuan all'incontro deve dare a dì tale ecc. per cassa contati a lui per parte dei zuccheri ebbi da lui secondo[?]
L47i nostri patti ducati tanti ecc. Appare per suo scritto di mano in libretto. Vale carta prima, lire soldi grossi piccioli. La medesima
L48alla messetaria e anche per la precedente in quaderno così.
L49Ufficio della messetaria deve avere a dì tale per zuccheri di Palermo comprai da ser Zuan d'Antonio da Messina, per il
L50montare di ducati tanti a tanti per cento. Sensaro ser Zuan de Gagliardi, monta carta ecc. lire soldi grossi piccioli. Come
L51si debba ordinare il pagamento che avesse a fare per ditta e banco di scritta nei
L52tuoi libri principali: Capitolo 19.
L53Così per tali compere questa ti basta a guidarti, o sia a tutti contanti, o a parte contanti e parte
L54tempo, o contanti e ditta, o tutti in banco, o contanti e banco, o contanti e robe, o roba
L55e ditta, o tutta ditta o robe e tempo, o roba e banco, o banco e tempo, o banco e ditta,
L56o banco, contanti, ditta e robe ecc., poiché in tutti questi modi si costuma comprare.
L57Le quali tu per te, al senso della precedente, le metterai in memoriale e le drizzerai in giornale e quaderno.
L58ꝝ[?] 4
Zenodo Page 446 (Folio Leaf 204v)
L00Distinctio nona. Tractatus XIus. De scripturis.
L01Ma quando hai a far pagamento a parte banco e ditta, fa' che prima consegni la ditta, e poi per resto scrivi in
L02banco, per più sicurtà. Onde ancora questa cautela s'usa per molti e bene, quando ben pagassero a contanti,
L03di far per resto in banco. E per compito pagamento ecc. E pagandolo parte banco, parte roba,
L04parte ditta e parte contanti, di tutte queste faralo debitore. E quelle tal cose farale creditrici
L05ognuna al suo luogo ecc. E se per altri modi ti accadesse comprare, per simili ti governa ecc.
L06E avendo inteso il verso del comprare per tanti versi, prenderai il vendere tuo ad altri, facendoli
L07debitori e creditrici le tue robe. E debitrici la cassa se ti dà contanti, e debitrici le ditte se te le
L08consegna in pagamento. E creditore il banco se te lo dà. [Nota redazionale, Anthony Mellor, 11 ott. 2026: nei libri del commerciante un conto di banca che riceve fondi si addebita, come dice lo stesso Pacioli a p449 L36-42; «creditore» qui sembra un errore (suo o del tipografo). Si potrebbe leggere come il punto di vista della banca, nel quale i fondi in entrata del cliente si accreditano. La stampa ha «creditore».] E così di tutto per ordine come di sopra è
L09detto del comprare. E lui di tutto quello ti dà in pagamento faralo creditore ecc. E questo ti basti a questa
L10materia a tua istruzione ecc. Delle partite famose e particolari nel maneggio trafficante, come
L11sono baratti, compagnie ecc., come le si abbiano a settare e ordinare nei libri mercanteschi. E prima dei baratti semplici,
L12composti e col tempo, con atti esempi di tutti in memoriale, giornale e quaderno. Capitolo 20.
L13E questa[?] dover dar modo come si abbiano a settare alcune partite famose particolari che nei
L14maneggi trafficanti si sogliano il più delle volte solennizzare. E metterle da per sé, acciò
L15di quelle, distinte dalle altre, se ne possa conoscere il pro e danno che di quelle seguisse, come
L16sono li baratti e le compagnie, viaggi raccomandati, viaggi in sua mano, commissioni avute
L17per altri, banchi di scritta o vero ditta, e abi[?] reali, d'un conto di bottega ecc., delle quali qui seguente succintamente
L18a tua bastanza ti darò notizia, come le devi guidare e reggere nei tuoi libri ordinatamente,
L19acciò non ti abbagli in tue faccende. E prima mostreremo come si debba assettare il primo baratto.
L20Sono li baratti comunamente di 3 sorte, come di sopra in le ragioni fu detto, Distinctio 9ª, Tractatus 3º,
L21carte 161 fin in 167 appieno, sicché li ricorri[?] a intenderli. Dico adunque che in tutti i versi che ti
L22accadesse scrivere in libro il baratto, sempre puramente prima in lo memoriale devi narrarlo ad litteram dentro dalla partita
L23con tutti suoi modi e condizioni che sarà stato fatto e concluso, o con mezzani o fra
L24voi soli. E quando l'avrai così narrato, e tu poi alla fine riduralo in su li contanti. E so[?] che quelle tal
L25robe vedrai valere a contanti, per tanto tirerai fuori la partita, a che moneta si voglia in memoriale,
L26che non fa caso, poiché poi il quaderniere la ridurrà tutta a prima sorta all'autentico, cioè quando la metterà
L27al giornale e al quaderno grande ecc. E questo si fa perché cavando tu fuori le valute delle robe
L28a quel che ti stanno a baratto, non potresti nei tuoi conti e scritture conoscere senza grandissima
L29difficoltà tuo utile o vero perdita seguita. Le quali sempre conviensi ridurre a contanti per volerle ben
L30conoscere ecc. E se di tali mercanzie avute per baratti volessi da parte particolarmente tenerne
L31conto per poter vedere il suo ritratto separatamente dalle altre robe che di tal sorta avessi prima in casa
L32o che dopo comprassi, per conoscere qual sia stata migliore incetta[?], lo puoi fare. E ancora accumulare
L33tutte mercanzie insieme, come se avessi prima zenzeri da te. E ora questi ricevessi[?] del baratto,
L34li quali voler metter con li altri, nel giornale dirai così, cioè:
L35Per zenzeri bellidi[?] in monte, o vero in colli: A zuccheri della tal sorta ecc., per colli tanti, pesano lire tante,
L36avuti dal tal baratto di zuccheri fatto in questa forma, cioè che mi li misi il cento di zuccheri ducati
L3724 ecc., con questo che mi desse il 1/3 di contanti ecc. E mettesse il cento di zenzeri ducati tanti, per li quali zenzeri
L38li conti[?] zuccheri, pani numero tanti, pesano lire tante, che a contanti il cento vale ducati 20. E per li detti
L39zenzeri ne ebbe lire tante ecc., pani numero tanti ecc., vagliano ciascuno lire soldi grossi piccioli
L40E perché alle volte non saprai a punto lo numero dei pani che per detti zenzeri intrasse, non fa caso, poiché
L41poi nella partita seguente si supplisce quel che li mancasse e quel che li fosse più in quella della cassa. Mancherà
L42nondimeno all'incontro de zuccheri sempre avrai il dovere a punto, perché tutte due vanno a zuccheri
L43in modo che la partita de zuccheri non perde il numero de pani né del peso, perché non è sempre possibile
L44d'ogni fraschetta da per sé tener conto ecc. Ora di quella parte de contanti che vi sono corsi farane
L45debitrici la cassa. E pure il simile creditori detti zuccheri, dicendo così, cioè:
L46Per cassa: A li detti ecc., per contanti ebbi nel detto baratto dal detto ecc., per pani numero tanti
L48E simili partite subito quelli mettano immediate nel giornale appresso quella del baratto nel qual avesti
L49li conti ecc. Sicché a questo modo dittaresti, non volendone tener separato conto. Ma se separato
L50lo vuoi tener, nel giornale dirai così, cioè:
L51Per zenzeri bellidi[?] per conto di baratto si ebbero dal tale ecc.: A zuccheri ecc., narrando tutto
L52poi a punto come di sopra. E in lo quaderno poi avranno loro partita distinta ecc. E
L53questo voglio che ti basti per tutti li altri baratti che so[?] per te; senza più mi stenda, li saprai
L54guidare ecc.
L55Dell'altra partita famosa detta Compagnie: come si debbino ordinare e dittare in tutti
L56li modi occorrenti in ciascuno libro. Capitolo 21.
Zenodo Page 447 (Folio Leaf 205r)
L00Distinctio nona Tractatus XIus De scripturis 205
L01Altra partita famosa è la compagnia che con alcuno facesse per ragione di qualunque cosa si fa
L02cesse o di panni o di sete o di spezierie o di gottoni[?] e di tintoria[?] o di cambi ecc. Que
L03ste tali simili sempre vogliono sua partita separata in tutti li 3 libri detti. Nel primo, cioè me
L04moriale posto che tu avrai il dì di sopra narrarala[?] semplicemente tutta con modi e
L05condizioni che l'avete fatta allegando scritto ovvero altro istrumento che fra voi fosse e notando[?] il tempo quanto
L06la s'intende: e di che facoltà si fa e li fattori e garzoni che s'avesse a tenere ecc. e quello che mette
L07ciascuno per sé o di roba o di denari ecc. o debitori o creditori e di tutto a uno a uno farane credi
L08tori li compagni ognuno di quel tanto che mette da per sé e debitrici[?] la cassa della detta compagnia, se da per sé la
L09tieni che meglio[?]: se reggi il traffico tenendola separata dalla cassa tua particolare quando tu fossi quel che tal compagnia
L10guidasse per la qual ti conviene fare libri da per sé con quell'ordine modo e via che di sopra è detto: di tutto il tuo ma
L11neggio per men briga: nondimeno potresti tutta tenerla nelli medesimi tuoi libri, dirizzando nuove partite
L12come al presente diciamo che si chiamano famose per esser separate da tutte l'altre, delle quali qui ti do il modo
L13succinto come l'abbi a dittare in tuo memoriale e di poi in giornale e quaderno ecc. Ma tenendo di lei
L14libri separati non ti do altro documento se non che li guidi sì come di tutto il tuo traffico è detto. Dirò la
L15così in memoriale. In questo dì abbiamo fatto compagnia con li tali e tali all'arte della lana ecc. con patti e condizio
L16ni ecc. come appare[?] per scritto o istrumento ecc. per anni tanti ecc. onde il tal dette contanti tanti ecc. L'altro balle
L17tante lana franca, pesa netta lire tante ecc. messa conto[?] ducati tanti il migliaio[?] ecc. e l'altro assegnò tanti veri debito
L18ri, cioè il tal di ducati tanti, il tal di tanti ecc. e così io sborsai di presente ducati tanti ecc. e fu in somma tut-
L19to il corpo[?] ducati tanti ecc. Poi in tuo giornale dirai in questo modo assettando tutte cose a suo luogo
L20immagina una cassa di compagnia e un cavedale di compagnia e così a tutte le partite che tu metterai dirai
L21sempre per conto di compagnia acciò l'abbi a conoscere dall'altre tue partite particolari ecc. e prima come facesti dalla cas
L22sa comincerai e poi successivamente assetterai l'altre. Per cassa di compagnia al tale di ra
L23gion di compagnia acciò se avesse altri conti con teco non s'impaccino ecc. per contanti mi
L24sei[?] questo dì per la sua rata secondo li nostri patti come appare per scritto ovvero istrumento ecc. vale lire, soldi, grossi, piccioli.
L25Poi similmente dirai delle robe che hanno messo così. Per lana franca della compagnia al tale per
L26balle tante pesano nette in tutto lire tante fu conta[?] d'accordo con tutti ducati tanti il migliaio[?] secondo
L27la forma del contratto ovvero scritto fra noi ecc. monta in tutto ducati ecc. vale lire, soldi, grossi, piccioli. E così an
L28drai ponendo tutte. Per li debitori consegnati dirai così. Per lo tale di ragion di compagnia al tale
L29quel secondo nostri patti ci consegnò per vero debitore di ducati tanti vale lire, soldi, grossi, piccioli. Ormai
L30che alquanto sei introdotto non mi curo stendermi più sì come in lo principio di questo trattato feci che
L31troppo seria a volerti ogni cosa di nuovo replicare. E però del modo di metterle al quaderno
L32grande non ne dico perché so ti sia facile conoscendo già tu in lo giornale qual va debitore e qual
L33creditore, sicché assettarle tu in dare e avere in quel modo che di sopra in questo ti insegnai a
L34capitolo 15 e depennarle in giornale come dissi di sopra al capitolo 12 ponendo sempre dinanzi in margine
L35li numeri del debitore e creditore: a quante carte li avrai posti al libro e così come tu li metti al li
L36bro grande: così li assetta in alfabeto come di sopra più fiate abbiamo mostrato ecc.
L37Dell'ordine delle partite di ciascuna spesa: come di casa ordinarie: straordinarie: e di mer
L38canzie: salari di garzoni e fattori come s'abbiano a scrivere: e dittare nelli libri. capitolo 22.
L39Oltre tutte le cose dette ti conviene avere in tutti tuoi libri queste partite: cioè spese di mer
L40canzia spese di casa ordinarie spese straordinarie una di entrata e uscita e una di pro e
L41danno o vuoi dire avanzi e disavanzi o utile e danno o guadagno e perdita che tanto va
L42le le quali partite sono sommamente necessarie in ogni corpo mercantesco per potere sempre
L43conoscere suo capitale e alla fine nel saldo come getta il traffico ecc. le quali qui seguente[?] abbastan-
L44za chiariremo come si debbano guidare nelli libri. Onde quella di spese mercantesche si tiene
L45per rispetto che non sempre ogni peluzzo si può mettere subito in la partita della roba che tu vendi o
L46compri come accade che da poi più dì[?] per quella ti converrà pagare facchini e pesatori e legatori e
L47barca e bastagi e simili a chi un soldo a chi 2 ecc. delle quali volendone fare particolar partita sareb
L48be lungo e non meritano la spesa poiché de minimis non curat praetor ecc. E ancora accade che tu a
L49dopererai quelli medesimi bastagi, facchini, barca e legatori in un punto per più diverse cose come
L50interviene: che in un punto scaricando o caricando diverse sorte mercanzie li affaticherai e tu li paghi per
L51tutte a un tratto che non potresti a ogni mercanzia carattare[?] la sua spesa. E però nasce questa parti-
L52ta chiamata spese di mercanzia la qual sempre sta accesa in dare come tutte l'altre spese fanno. Salari
L53ancora di fattori e garzoni di bottega si mettano in queste e alcuni ne fa partita a sua posta[?] per sapere i detti che spendano l'anno
L54ecc. e poi in questa la saldano: che per niun modo non possano essere cre
L55ditrici: e quando così le trovassi seria errore nel libro. E però in memoriale il dirai così.
L56In questo dì abbiamo pagato a bastasi[?] barcaroli legatori, pesatori ecc. che caricarono e scarica
L57rono ecc. le tali e tali cose ecc. ducati tanti ecc.
L58per 4
Zenodo Page 448 (Folio Leaf 205v)
L00Distinzione nona, trattato undicesimo. Delle scritture
L01Poi nel giornale converrà dire così: Per spese di mercanzie: A cassa contati[?]: per barche e
L02bastagi, corde e legatori delle tali cose in tutto ducati tanti ecc., vale lire, soldi, grossi, piccioli. Nel quaderno
L03dirai così: Spese di mercanzia devono dare a dì tanti per cassa ecc., vale k[?], lire, soldi, grossi, piccioli. Quella delle
L04spese di casa ordinarie non si può fare senza. E intendansi spese di casa ordinarie: come formenti,
L05vini, legne, oli, sale, carne, scarpe, cappelli[?], fatture di veste, giupponi, calze e sartori ecc., beveraggi,
L06benvestite[?], mance, ovvero bonemani[?] ecc., barbieri, fornaro, acquaruoli, lavature di panni
L07ecc., masserizie di cucina, vasi, bicchieri e vetri: tutti[?] secchi, mastelli, botti ecc., avvenga che molti
L08di simili masserizie usino tenere conto separato per potere presto trovare suo conto e fanno partita
L09nuova, come ancora tu puoi fare non che di queste ma di qualunque altra ti parrà, ma io ti ammaestro
L10di quelle che il traffico non può fare senza ecc., e tal partita di spese di casa la detterai sì come è detto
L11di quella della mercanzia. E secondo che tu vai facendo spese grosse a dì per dì metti nei libri come
L12del formento e vini, legne ecc., delle quali ancora molti costumano fare partita da per sé per
L13potere poi alla fine dell'anno o a tempo per tempo facilmente sapere quanto di tali consumano ecc., ma
L14per le spese piccole come sono a minuto comprare carne e pesci, barbieri e traghetti, si vuol torre
L15o uno ovvero due ducati a un tratto e tenerli da parte in un sacchetto e di quelli andare spendendo
L16a minuto. Perché non sarebbe possibile a una a una di tali tenere conto. E così dicano per i contanti
L17in giornale: Per spese di casa: A cassa quali[?] trassi per spendere a minuto in un sacchetto
L18ducati tanti ecc., vale lire, soldi, grossi, piccioli. E poi se ti pare ancora con queste spese di casa mettervi
L19le spese straordinarie, che non fa caso, come quando spendessi per andare a sollazzo e per tracere[?]
L20all'arco o balestro e altri giochi o perdite che ti cascassero e perdessi robe o denari o che ti
L21fossero tolte o perdessi in mare o per fuochi ecc., che tutti simili s'intendano spese straordinarie.
L22Le quali ancora, se le vuoi tenere da parte, similmente lo puoi fare e molti lo usano per sapere
L23netto alla fine dell'anno quanto hanno speso di straordinario, per le quali anche s'intende doni
L24e presenti che tu facessi ad alcuno per alcuna cagione ecc., delle quali spese non mi curo più
L25oltre stendermi perché so certo che tu per te meglio ormai avendo a mente le cose dette
L26dinanzi assetterai che prima non avresti fatto, sicché queste lasciando diremo del modo da
L27assettare le partite di una bottega, sì nel tuo quaderno e libri ordinari, come se tu la volessi tenere
L28tu da te come l'avresti a tenere, che sia bella cosa a sapere, sicché notale.
L29Dell'ordine e modo a saper tenere un conto di bottega in tua mano o ad altri raccomandata e come
L30si debbano nei libri autentici del padrone e anche in quelli di bottega separatamente scrivere
L31e dettare. Capitolo 23.
L32Dico adunque quando avessi una bottega la quale tenessi fornita alla giornata fuor di
L33casa tua e fuori del tuo corpo di casa, allora per buono ordine terrai[?] questo modo: cioè di
L34tutte le robe che tu vi metterai a dì per dì farai la debitrice ai tuoi libri e creditrici quelle
L35tali robe che vi metti a una per una e fa' tua immaginazione che questa bottega sia una persona
L36tua debitrice di quel tanto che le dai e per lei spendi in tutti i modi. E così per l'averso[?] di tutto quello
L37che ne cavi e ricevi farai la creditrice come se fosse un debitore che ti pagasse a parte a parte. E poi
L38ogni volta che tu vuoi con lei contare tu potrai vedere come ella ti butta, o bene o male ecc. E
L39così poi saprai quello avrai a fare e in che modo l'avrai a governare ecc. E molti sono che ai suoi libri fanno
L40debitore il principale che lì attende a detta bottega benché questo non si possa debitamente senza volontà
L41di quel tale, poiché mai si deve mettere né ancora di ragione si può porre un debitore al libro senza
L42sua saputa né anche creditore con condizioni alcune senza sua volontà, le quali cose facendole tu saresti
L43manco che da bene. E i tuoi libri sarebbero reputati falsi, e così delle masserizie che in quella mettessi e
L44ordegni necessari alla detta bottega secondo sua occorrenza, come se fosse speziaria ti converrà
L45fornirla di vasi, caldieri[?], ramini[?], da lavorare ecc., di quelli tutti farai la debitrice o colui che lì attende
L46come detto, e per bello inventario gliele assegna scritto di sua mano o d'altri di sua volontà ecc., acciò
L47di tutto sia ben chiaro, e questo voglio sia bastante quando la bottega avessi consegnata a un altro
L48che per te la facesse o fosse tuo commesso ecc. Ma se la detta bottega vorrai tenere a tue mani questo ordine[?]
L49suarai[?] e starà bene; e mettiamo che compri e traffichi tutto per la detta bottega e non hai altro
L50maneggio allora formerai i libri come è detto. E di ciò che vendi e compri farai creditori
L51chi ti dà le robe per tanto tempo se compri a tempo e creditrice la cassa se compri a contanti
L52e debitrice la bottega. E quando tu vendessi a minuto, cioè che non arrivasse a 4 o 6 ducati
L53ecc., allora tutti detti denari riporrai in una cassetta, ovvero salvadenaro donde in capo di 8 o
L5410 giorni li ne caverai, e allora farane[?] debitrice la cassa e creditrice la bottega di quel tanto: e nella partita
L55dirai per più robe vendute delle quali già avrai tenuto il conto e molte altre cose nelle quali non mi
Zenodo Page 449 (Folio Leaf 206r)
L00Distinzione nona. Trattato undicesimo. Delle scritture 206
L01voglio troppo distendere: perché so come di sopra diffusamente abbiamo detto ormai saprai per te intenderle
L02conciossia che conti non sono altro che un debito ordine della fantasia che si fa il mercatante
L03per il qual uniforme servato perviene alla notizia di tutte sue faccende e conosce facilmente
L04per quello se le sue cose vanno bene o male. perché il proverbio dice chi fa mercanzia e non la conosca
L05i suoi denari diventano mosca ecc. e secondo le occorrenze lì fa rimedio. E però più e manco
L06lì si può sempre aggiungere in numero e in moltitudine di partite. E però di questo t’accontenta.
L07Come si abbiano a assettare[?] nel giornale e quaderno le partite dei banchi di scritta: e quali se li tendino[?]
L08e dove ne sia: o dei cambi: tu con loro essendo mercatante: e tu con altri quando fossi banchiere:
L09e delle quietanze che per i cambi si fanno. e perché se ne faccia due del medesimo tenore. Capitolo 24
L10Ora per i banchi di scritta dei quali se ne trovano oggi dì in Venezia in Brugia in Anversa
L11e Barcellona e certi altri luoghi famosi e trafficanti ti conviene saper con loro libri scontrare
L12con grandissima diligenza. E però è da notare che con il banco ti puoi comunemente
L13impacciare da te ponendovi denari per più tua sicurezza: ovvero per modo di deposito
L14alla giornata poter con quelli far tuoi pagamenti chiari a Piero Giovanni e Martino perché
L15la ditta del banco è come pubblico strumento di notaio perché sono per i domini (gli stati) assicurati
L16onde ponendovi tu da te denari farai debitore detto banco nominando patroni ovvero
L17compagni del banco e creditrice la tua cassa così dicendo in giornale: Per banco dei Pamani[?]
L18A cassa per contanti li misi con tali: io o altri che per me fosse in questo dì di mio conto fra
L19oro e moneta ecc. in tutto ducati ecc. Vale lire, soldi, grossi, piccioli. E farai fare dal banchiere due versi in uno
L20foglio per più cautela. E così giungendogliene tu alla giornata farai il simile: cavandone tu lui[?]
L21ti farà scrivere a te il ricevere: e così le cose si vengano sempre a mantenere chiare: Vero è che
L22alle volte tali scritte non si costumano perché come è detto i libri del banco sempre sono pubblici
L23e autentici: ma pur è buona la cautela perché come di sopra fu detto al mercante le cose
L24mai furono troppo chiare. Ma se tu volessi tal partita tenerla con i patroni: ovvero compagni del
L25banco ancora lo puoi fare ché tanto vale, però che nominando[?] tu il banco a modo di sopra s’intende
L26i patroni e compagnia di quello: per i patroni diresti così. Per messer Girolimo Lipamani dal
L27banco e compagni quando fossero più. A cassa ut supra seguita tutto. E sempre farai nei tuoi libri
L28menzione delle chiarezze: patti: e condizioni che fra voi nascessero come di scritti di mano: e
L29del luogo dove li riponi in filza: scatola: tasca: o cassa acciò possa facilmente ritrovarle: però che
L30con buona diligenza simili scritture si debbono servare. ad perpetuam rei memoriam: per i piccoli occorrano[?]
L31ecc. E perché alle volte con lo banchiere potresti avervi più faccende e maneggi in mercanzia
L32per te o per altri come commesso ecc. però sempre con lui ti conviene tener conti diversi per non intrigare
L33lance con ronconi che nascerebbe gran confusione: e dire nelle tue partite per conto della tal cosa: o
L34per conto del tal o per ragion di mercanzia o per ragion di contanti depositati in tuo nome o d’altri
L35come è detto: le quali cose so per tuo ingegno ormai reggerai ecc. E similmente ti reggerai se altri ti
L36acconciasse denari a te per che conto si volesse: faralo debitore [il banco] al tuo libro per quel tal conto: cioè di[?] pagamento
L37nominando[?] per parte o per resto ecc. e quel tale [che ha messo il denaro] farai creditore per lo medesimo conto e starà bene. E quando
L38tu di detto banco cavassi denari in contanti o per pagamenti che ad altri facessi per parte o resto ovvero
L39per rimettere ad altri in altri paesi ecc. allora farai il contrario di quel che finora è detto: cioè se cavi
L40contanti farai debitrice la tua cassa: e creditore il banco o ver patroni di quel tanto che ne cavasti
L41E se tu li scrivessi ad altri farai debitore quel tale e creditore detto banco o patroni di quel
L42tanto nominando[?] il perché dicendo in giornale per i contanti così. Per cassa al banco o ver messer
L43Girolimo Lipamani per contanti in tal dì. o in questo dì ne trassi a mio bisogno ecc. in tutto ducati tanti
L44ecc. vale lire, soldi, grossi, piccioli. E se ad altri li scrivessi ut puta a Martino diresti così. Per Martino del tale
L45Al detto ut supra per ducati tanti ecc. li scrissi per parte o per resto o a buon conto o per impresto ecc. in questo
L46dì. vale lire, soldi, grossi, piccioli. E così levando dette partite dal giornale sempre al suo luogo in quaderno assettarle: e
L47in alfabeto con modi di sopra dati e depennandole come ti ho mostrato in memoriale e giornale. per[?] e manco
L48per te stesso giungendogli parole. però che non è possibile qui di tutto a pieno narrare
L49sì che conviene dal tuo canto sia vigilante ecc. Il medesimo modo ti converrà osservare per rimettere
L50i cambi altrove. come Londra: Brugia: Roma: Lione ecc. e per ritrarre d’altro ecc. nominando gli altri[?] termini
L51ecc. o alla vista o alla data o al suo piacere siccome si costuma facendo menzione di prima, seconda e terza ecc.
L52acciò non nasca errore fra te e il tuo rispondente e delle monete che tu trai e rimetti e le loro
L53valute e provvisioni e spese danni e interessi che con i protesti potrebbero nascere ecc. sì che di tutto
L54si vuol far menzione il perché e come. E come ho messo che tu abbia a fare con banco: così versa vice[?]
L55prendi se fossi tu il banchiere mutatis mutandis che quando paghi fa’ debitore quel tale e la
L56tua cassa creditrice e se il tuo creditore senza cavare denari ad altri li scrivesse dirai nel tuo giornale[?]
Zenodo Page 450 (Folio Leaf 206v)
L00Distinzione nona, trattato undicesimo. Delle scritture
L01le per quel tale tuo creditore a quel tale a chi lui li acconcia, e così vieni a far commutazione da uno
L02creditore a un altro e tu rimani pure debitore e vieni in questo atto essere persona mezzana e co-
L03mune, come testimonio e fattore delle parti a tuo inchiostro, carta, fitto, fatica e tempo, sì che
L04di qua si cava l’onesta provvisione nel cambio essere sempre lecita quando mai non vi corresse perico-
L05lo[?] di viaggio altre rimesse in mano di terze persone ecc., come nei cambi reali in questo a suo
L06luogo è stato appieno detto ecc. Ma essendo banchieri ricordate nei saldi con i tuoi creditori far
L07ti tornare fogli, polizze o altri scritti che di tua mano avessi, delle quali quando ne fai sempre fan
L08ne nel tuo libro menzione acciò ti ricordi a fartele tornare e stracciarli: acciò non venisse a tempo con
L09quelli altri a domandarti e farti fare sempre buone quietanze come costumano fare chi attende al
L10cambio: però che l’usanza è che se tu vieni, verbi gratia, da Ginevra con una di cambio che invia a messer
L11Giovanni Frescobaldi da Fiorenza e compagnia, che alla vista o data o a tuo piacere ti dovesse pagare mettia
L12mo[?] ducati 100 per altrettanti che di là avesse nelle mani di chi gli scrive consegnati: allora il detto
L13messer Giovanni e compagnia accettando la lettera e sborsandoti detti denari ti farà scrivere di tua mano due quietanze
L14di un medesimo tenore; e se tu non sapessi scrivere le farà un terzo per te o per notaio:
L15non si accontenterà d’una perché l’una conviene che rimandi a quel banchiere a Ginevra che gli scrive
L16che a te per suo conto paghi i detti ducati 100 in fargli fede come cortesemente ha fatto quel tanto che
L17gli scrisse, in cui fede in una sua gli manda la quietanza di tua mano; e l’altra tiene in filza appresso di sé:
L18acciò quando contasse con lui non potesse negarglielo; e di là ancora tu tornando non potessi lamentarti
L19di lui né di messer Giovanni poiché se tu lo facessi egli ti mostrerebbe detta quietanza di tua mano e ri-
L20marresti confuso; sì che tutte queste cose sono cautele che si convengono di necessità fare per la
L21poca fede si trova oggidì. Del quale atto ne nascono due partite nel quaderno loro: una in quel di
L22messer Giovanni facendo debitore quel che gli scrive per vigore della di cambio; e l’altra in quello del risponden-
L23te a Ginevra facendo creditore messer Giovanni di quelli ducati 100 per virtù di detta tua quietanza
L24ricevuta. E questo è il debito modo e ordine dei cambiatori per tutto il mondo: acciò le loro cose
L25vadano con chiarezze; sì che dal tuo lato alquanto affaticandoti potrai[?] ogni cosa con somma
L26diligenza assettare ecc.
L27Di un’altra partita che alle volte si costuma nel quaderno tenere detta entrata e uscita e alle
L28volte se ne fa libro particolare: e perché. Capitolo 25.
L29Sono alcuni che nei loro libri usano tenere una partita detta entrata e uscita nella quale
L30pongono cose straordinarie o altre come alla fantasia pare. Altri ne tirerà[?] una di
L31spese straordinarie e i simili mettono come in quella d’entrata e uscita[?] presenti che gli fossero
L32fatti, verbi gratia, e così secondo che ricevono e danno e tengono conto in dare e avere e poi alla
L33fine con le altre le saldano in pro e danno e cavedale come intenderai nel bilancio ecc. Ma in vero quella detta
L34di sopra spese di casa per tutte è bastante se non chi volesse per sua curiosità tener con-
L35to da per sé fino a un puntale di stringa che lo potrebbe fare ma a che fine: e poi si debba alle cose con bre
L36vità assettarsi. Altri luoghi costuma dell’entrata e uscita tenere un libro a sua posta: e poi quello
L37saldano a tempo del bilancio nell’ultimo autentico insieme con le altre faccende: la qual cosa non è da biasi-
L38mare avvenga sia di più fatica.
L39Come si abbiano assettare nei libri le partite dei viaggi in sua mano: e quelle dei viaggi rac-
L40comandati: e come di necessità di tali nascono due quaderni. Capitolo 26.
L41I viaggi si costumano fare in due modi, cioè in sua mano e raccomandato. Onde na-
L42scono diversi modi in tener loro conti poiché sempre si presuppongono libri doppi: o sia
L43in tua mano o sia raccomandato. Perché l’un quaderno resta in casa e l’altro ti conviene fare
L44in viaggio. Onde se il detto viaggio sia in tua mano per buon ordine di ciò che tu porti forma
L45tuo inventario, quadernetto, giornaletto ecc. tutto come di sopra si è detto: e vendendo, comprando, ba-
L46rattando ecc. di tutto fa debitori e creditori persone, robe, cassa, cavedale di viaggio e pro e dan
L47no di viaggio ecc. e questo è il più schietto e dica che si voglia altri[?]. Avvenga che potresti tener con
L48to con la casa dalla quale tu togli la facoltà che al detto viaggio porti facendola nel libretto del tuo
L49viaggio creditrice e le robe debitrici a una per una: e così formeresti tua cassa, tuo cavedale ecc.
L50ordinatamente come nel tuo famoso. E tornando a salvamento renderesti alla casa altre robe all’in
L51contro o vero denari e con lei salderesti conto e l’utile o danno seguito assetteresti a suo luogo nel qua
L52derno grande, sicché a questo modo ancora le tue faccende verrebbero chiare. Ma se il viaggio rac-
L53comandassi ad altri: allora faresti di tutto nel tuo libro debitore quel tale a chi la raccomandi dicendo
L54per viaggio raccomandato al tale ecc. e con lui terresti conto come se fosse un tuo avventore di tut
L55te robe e denari a partita per partita ecc. E lui dal canto suo formerà suo quadernetto e in quello ti con-
L56verrà fare creditore di tutto. E ritornando salderà con te. E se il tuo commesso fosse nelle bande
Zenodo Page 451 (Folio Leaf 207r)
L00Distinzione nona. Trattato XI. Delle scritture 207
L01Di una partita famosa detta pro e danno, ovvero avanzi e disavanzi, come la s’abbia a tenere nel quaderno
L02e perché ella non si metta nel giornale come le altre partite. Capitolo 27.
L03È questa, dopo ogni altra partita, una chiamata di pro e danno, o vuoi dire utile e danno seguito,
L04ovvero avanzi e disavanzi secondo[?] alcuno paese, nella quale tutte le altre del tuo quaderno sempre si hanno
L05a saldare, come nel bilancio si dirà. E questa non bisogna si metta in giornale, ma basta
L06solo nel quaderno, perché là nasce in quello delle cose avanzate ovvero mancate in dare e avere,
L07per la quale dirai pro e danno deve dare. E pro e danno deve avere, cioè quando da alcuna roba avessi perduto,
L08la cui partita più nel tuo quaderno restasse in dare che in avere, allora aiuterai il suo avere per pareggiarla[?]
L09al dare acciò si saldi, di quel tanto che gli mancasse, dicendo: e deve avere per pro e danno qual qui metto
L10per saldo di questa, per danno seguito ecc. E segnerai le carte del pro e danno nel trar[?] fuori la partita. E al
L11pro e danno andrai in dare, dicendo pro e danno deve dare a dì ecc., per la tal roba, per danno seguito tanto
L12ecc., posto in quella al deve avere per suo saldo a piè[?] a carte ecc. E se la fosse più in avere detta roba che in
L13dare, allora faresti per l’avverso. E così andrai facendo a una per una di tutte robe finite, o male
L14o bene che siano andate, acciò sempre il tuo quaderno si ritrovi pari di partite, cioè che tante se ne trovi
L15in dare quante in avere, perché così si deve ritrovare a star bene come si dirà nel bilancio. E così succintamente
L16vedrai se guadagni ovvero perdi e quanto. E questa partita poi ancora lei si converrà saldare
L17in quella del cavedale, la quale è ultima di tutti i quaderni e per conseguente ricettacolo di tutte le altre, come
L18intenderai ecc. Come si debbano riportare innanzi le partite del quaderno quando fossero piene
L19e in che luogo s’abbia a portare il resto, acciò non sia presa[?] malizia nel quaderno. Capitolo 28.
L20Ancora è da notare quando una partita è piena, o in dare o in avere, che non vi si può mettere
L21più, bisogna portarla innanzi immediatamente a tutte le altre, non lasciando spazio nel quaderno
L22fra il detto riporto e le altre partite, che si reputerebbe frode nel libro. E devesi riportare
L23in questo modo: come di sopra dicemmo di saldarle in pro e danno, così nei riporti, in loro medesime
L24conviene osservare in dare e in avere senza metterle in giornale, perché i riporti non bisogna porli
L25in giornale, benché si potrebbe a chi volesse e verrebbe a rispondere ancora bene, ma non fa bisogno, perché
L26si avrebbe quella fatica più senza frutto; sicché bisogna aiutare la minor quantità, cioè se è[?] più in dare che in
L27avere detta partita, di quel tanto aiuta il suo avere ecc. E per esempio chiaro te ne metterò qui una, e mettiamo
L28che Martino abbia fatto con teco conto lungo di più partite, in modo che la sua posta sia da riportare
L29e sia nel tuo quaderno a carte 30, e l’ultima partita di tutto il quaderno sia a carte 60, in cima, e alla medesima
L30facciata sia luogo da potervi ancora locare quella di Martino. E sia a te debitore il detto lire 80,
L31soldi 15, grossi 15, piccioli 24, dei quali in tutto te ne abbia dato lire 72, soldi 9, grossi 3, piccioli 17; dico che batta il suo avere dal
L32suo dare, cioè lire 72, soldi 9, grossi 3, piccioli 17; resta lire 8, soldi 6, grossi 5, piccioli 7. E di tanto lo devi portar debitore avanti. E
L33di quello medesimo devi aiutare la partita in avere, e dirai così: a dì ecc., per lui medesimo qual porto avanti
L34in questo al deve dare per resto qual pongo qui per saldo lire 8, soldi 6, grossi 5, piccioli 7, vale a carte 60, lire, soldi, grossi, piccioli. E depennerai la partita
L35in dare e in avere con una linea diametraliter. E fatto questo andrai a carte 60 in dare. E porrai
L36detto resto ponendo sempre di sopra prima, se non ci fosse il millesimo come dinanzi fu detto. E dirai
L37così: Martino deve dare a dì ecc., per lui medesimo per resto tratto da dietro in questo posto al deve
L38avere per saldo di quella, vale a carte 30, lire 8, soldi 6, grossi 5, piccioli 7. E questo medesimo modo osserverai in tutte le partite
L39che avessi a riportare avanti incatenandole al modo detto e senza intervallo alcuno, poiché sempre
L40le partite si vogliano porre come nascano di luogo, sito, dì e millesimo, acciò nessuno ti possa calunniare
L41ecc. Del modo a sapere mutare il millesimo nel quaderno fra le partite che alla giornata
L42accascano[?] quando ogni anno non si saldassero i libri. Capitolo 29.
L43Porria[?] essere alle volte che nelle tue partite in quaderno tu avessi a mutar millesimo. E
L44non avessi saldato, allora detto millesimo devi porre in margine a rimpetto detta partita
L45che così è nata, come fu detto sopra in capitolo 15. E tutte le altre che la seguiranno si
L46intenderanno al detto millesimo. Ma sempre è buono di saldare ogni anno, massime chi
L47è in compagnia, perché il proverbio dice: ragione spessa, amicizia lunga. E così farai a tutte simili.
L48Come si debba levare un conto al debitore che lo domandasse, e ancora al suo padrone essendo
L49fattore e commesso di tutta l’amministrazione delle robe. Capitolo 30.
L50Bisogna oltre i dati documenti sapere levare un conto al tuo debitore che te lo domandasse.
L51Il quale non si può di ragione negare, praesertim[?] quando con teco avesse tenuto conto
L52lungo di più anni e mesi ecc. Allora farai[?] da principio che insieme aveste a fare, o da altro
L53termine che lui lo volesse quando fra voi fossero stati altri saldi da quel tempo che lo vuole
L54per una volta volentieri glielo leva[?]. E di tutto farai una partita in un foglio che vi capisca[?].
L55E quando in una faccia non capisse, salderai tutto quello che gli avrai posto e porterai il resto
L56dall’altro lato del foglio in dare ovvero avere, come nel capitolo 28 fu detto. E va continuando.
L57E all’ultimo riducilo in resto netto d’una sola partita in dare o avere secondo
L58che la nascerà[?]. E questi tali conti si vogliano levare con grandissima diligenza.
Zenodo Page 452 (Folio Leaf 207v)
L00Distinzione nona. Trattato undicesimo. Delle scritture.
L01E questo modo osserverai nei fatti tuoi propri e tuoi avventori. Ma se tu amministrasse per altri, per via
L02di accomande o di commissioni, allora similmente così lo leverai al padrone come di punto l'avrai posto
L03al libro, facendoti creditore di tempo in tempo delle tuoi[?] provisioni secondo[?] vostri patti. E poi in fine per resto netto
L04del ritratto, farai te suo debitore, o vero creditore quando del tuo gli avesse[?] messo, e lui poi lo rivedrà,
L05pontandolo con i suoi. E trovandolo star bene, ti vorrà meglio. E più ti fiderà, perché bisogna
L06che di tutto quello ti ha dato o mandato, che del ricevere a lettera di tua mano gliene assegni
L07amministrazioni ordinatamente. E poi nota bene. E per l'avverso farai tu levarlo ai tuoi fattori, o
L08vero commessi similmente. Ma prima che fuori si diano i conti si vogliano ben pontare con tutte loro
L09partite in quaderno, in giornale e memoriale. E con tutti i luoghi che l'avesse scritte, acciò non nascesse
L10errore fra le parti. Del modo e ordine a sapere retrattare, o vero istornare una o più partite
L11che per errore avesse poste in altro luogo che dovessero andare, come avviene per smemoraggine. Capitolo 31.
L12Ancora necessario al buon quaderniere sapere retrattare, o vuoi dire stornare
L13alla fiorentina una partita che per errore avesse posta in altro luogo che ella
L14dovesse andare, come se l'avesse messa in dare. E doveva porla in avere
L15e al contrario. E quando doveva porla a conto di Martino e lui la mise a conto
L16di Zuani, e al contrario. Però che alle volte non si può tanto essere attento che non si falli, come il
L17proverbio suona. Cioè chi non fa non falla. E chi non falla non impara. E però in retrattarla
L18terrai questo modo. Cioè quando avesse messa la partita, poniamo in dare e doveva andare in
L19avere, per retrarla porraine[?] un'altra all'incontro d'essa in avere di quel tanto di punto. E dirai in questo
L20modo: a dì eccetera, per altrettanto posto d'incontro al die[?] dare. E doveva metterla qui in avere, vale
L21a carte eccetera. E trai fuori quelle medesime lire, soldi, grossi, piccioli che ponesti per errore. E dinanzi a detta partita farai
L22una croce o altro segno, acciò levando tu il conto la venga a lasciare. E subito posta questa per retratto,
L23che è quanto se nulla avesse scritto del dovere. E tu poi la riponi in detto avere come doveva andare
L24e starà bene. Come si debba fare il bilancio del libro e del modo a riportare un
L25libro nell'altro, cioè il quaderno vecchio nel quaderno nuovo e del modo a pontarlo con il suo
L26giornale e memoriale e altri scontri dentro e di fuori del detto quaderno. Capitolo 32.
L27Queste cose finora ben notate bisogna ora dar modo al riporto di un libro nell'altro,
L28quando volesse mutar libro, per cagione che fosse pieno o vero per ordine annuale
L29di millesimo, come il più si costuma fare per luoghi famosi, che ogni anno, massime
L30a millesimi nuovi, i gran mercatanti sempre lo osservano. E questo atto insieme con i
L31seguenti è detto il bilancio del libro. La qual cosa voler seguire, bisogna grandissima diligenza, e per
L32ordine terrai questo modo: cioè prima farai di avere un compagno, che mal potresti per te solo farlo.
L33E a lui darai in mano il giornale per più tua cautela. E tu tirerai il quaderno grande e dirai
L34a lui, cominciando dalla prima partita del giornale, che chiami le carte del tuo quaderno dove quella
L35sia posta, prima in dare e poi in avere. E così tu l'ubbidirai. E troverai sempre dove ti manda. E quello
L36ti dirà la partita di che o di chi la sarà. E quanto sia il suo tratto fuori. E così tu vedrai in quel tal luogo
L37dove ti manda se avrai quel che o quel chi, e quel tanto a punto tratto fuori. E trovandola[?]
L38stare a punto come in giornale, la lancerai, cioè la pontarai, o vero le farai qualche segno a libito in su le
L39lire o altrove, che non ti abbagliassi. E quel tal segno o vero lanciata, che così in altri luoghi si costuma
L40dire, dirai che faccia il compagno nel giornale alla medesima partita. E guarda che mai tu senza
L41lui né lui senza te pontasse, o vero lanciasse partita alcuna, perché potrebbe nascere grandi errori, poiché
L42la partita pontata che sia vuol dire star bene col debito modo. E questo ancora si osserva in levare
L43dei conti a debitori innanzi che glieli dia in mano, averlo scontrato e pontato con i luoghi del quaderno
L44e del giornale o d'altri luoghi che avesse notate dette partite, come sopra al 30 capitolo fu detto.
L45E fatto questo per ordine a tutto il quaderno e giornale, e trovando tu a punto come lui in dare e
L46avere le partite saranno giuste e ben poste. Nota che lui nel giornale per buona memoria farà due
L47lanciate o vero ponti a una sola partita. E tu nel quaderno vieni solo a farne una per partita, sì come d'una partita di
L48giornale in quaderno se ne fa due, così si fa due ponti. E poi nel pontare del bilancio in giornale
L49anche è buono far due ponti l'uno sotto l'altro alle lire, o vero due lanciate una sotto l'altra, che denota detta
L50partita star bene in dare e avere al quaderno. Alcuni nel giornale per lo dare pontano davanti al per. E per lo
L51avere dietro alle lire, come se sia l'uno e l'altro, sta bene. Nondimeno si potrebbe fare ancora con una pontatura
L52sola in giornale, cioè solo per lo dare, perché tu poi per te stesso potresti pontare l'avere a qual
L53partita che hai in dare nel quaderno sempre ti manda, perché subito tu hai quivi il numero
L54delle carte dove sia l'avere, quando bene quel del giornale non ti mandasse, sicché scontrandoti
L55tu con lui solo in dare per te stesso potresti seguire lo avere, ma più comodo ti sia con
L56lo compagno a modo detto. Ma se fornito il giornale di pontare a te avanzasse in quaderno
L57partita alcuna che non venisse pontata in dare o in avere, denoterebbe nel quaderno essere errore,
L58cioè che quella sarebbe posta superflua in quel dare o vero avere, il qual errore tu subito retratterai.
Zenodo Page 453 (Folio Leaf 208r)
L00Distinzione nona. Trattato undicesimo. Delle scritture 208
L01dando la medesima quantità[?] all'incontro, cioè se la sarà[?] di più in dare. E tu altrettanto porrai in
L02avere. E contra, la qual cosa come s'abbia a dettare di sopra ti fu detto al capitolo precedente. E così avrai
L03medicato tutto. Il medesimo sarebbe quando lui avesse in giornale partita superflua, che a te nel
L04quaderno mancasse in dare o in avere, che pur fallo nel quaderno denoterebbe. Il quale si
L05deve riparare al modo contrario del superfluo. Cioè che tu allora ditta partita subito la ponga in
L06dare e in avere in quaderno, facendo menzione della varietà del giorno[?], perché la nascerà molto
L07più tarda in quaderno che non doveva. Delle quali varietà, sempre il buon quaderniere deve farne
L08menzione perché le nascano[?] per levare il sospetto del libro, a modo il buon notaio nei suoi strumenti
L09nei quali non può né giungere né sminuire senza particolare menzione di tale aumento o
L10vero decremento. Così sempre tal rispetto conviene che sia nel buon quaderniere[?], acciò la rialità mercantesca
L11debitamente si venga a mantenere. Ma se la ditta partita solo mancasse dal dare o da
L12l'avere, allora basta la ponga una sola volta da quel tal lato dove la mancasse, con ditte menzioni
L13cioè come per errore l'hai fatto, ecc. E così avrai tutte giustate[?] tue partite, le quali trovandole a suoi
L14scontri come è discorso denota il tuo quaderno essere giusto e ben tenuto. Onde nota che nel detto
L15quaderno saranno alle volte molte partite non puntate con lo scontro del giornale perché non
L16si hanno a ritrovare in esso. E queste saranno i resti posti al deve dare o in avere per saldi delle partite
L17nel portarle avanti come dicemmo nel capitolo 28. Allora da te stesso di quelli tali resti troverai
L18in detto quaderno suoi scontri, cioè in dare e in avere, reggendoti per il numero delle carte che nella ditta
L19partita notate saranno. E trovando scontro a suoi luoghi giudica similmente il quaderno star bene, ecc.
L20E quello che finora si è detto dello scontro del quaderno con lo giornale, il simile intendi prima doversi
L21fare del memoriale o vero squartafoglio con lo giornale a dì per dì, quando usassi tener memoriale
L22a modo che in principio di questo trattato di lui ti dissi, e così con tutti altri libri tenessi. Ma
L23l'ultimo conviene essere il quaderno e lo penultimo il giornale. Ideo, ecc.
L24Del modo e ordine a scrivere le faccende che occorressero nel tempo che si fa il bilancio, cioè
L25che si saldano i libri, e come nei libri vecchi non si debba scrivere né innovare cosa alcuna
L26in detto tempo e la cagione perché. Capitolo 33.
L27Tutte queste cose ordinatamente fatte e osservate, guarda non innovassi più partita
L28in alcun libro anziano al quaderno, cioè in memoriale e giornale, perché il saldo
L29tutto di tutti i libri sempre si deve intendere fatto in un medesimo giorno[?]. Ma se faccende
L30ti accadesse in quel mezzo che fai il tuo saldo o vero bilancio, porrale in libri
L31nuovi nei quali intendi fare riporto, cioè nel memoriale o vero giornale, ma non in quaderno
L32per fin tanto che non li hai portati i resti del primo quaderno. E se ancora non avessi ordinati
L33libri nuovi porrai le faccende con i suoi giorni da parte in uno sfoglio[?] per fin saranno fatti detti libri. E
L34allora lì le porrai, segnati che saranno tutti di nuovo segno. Cioè se quelli che saldi saranno segnati croci
L35questi segna di A, ecc. Come si debbano saldare tutte le partite del quaderno vecchio, e in chi
L36e perché, e della summa summarum del dare e dell'avere, ultimo scontro del bilancio. Capitolo 34.
L37Fatto che avrai questo con diligenza. E tu da te[?] salderai tutto il tuo quaderno a partita per partita in
L38questo modo, che prima comincerai dalla cassa, debitori, robe e avventori. E quelle
L39porterai in libro A, cioè in quaderno nuovo, che non bisogna, come fu detto di sopra,
L40i resti porre in giornale. Sommerai tutte loro partite in dare e avere aiutando sempre la minore
L41come ti dissi sopra del portare avanti, ché questo atto di un quaderno nell'altro è
L42di punto simile a quello e fra loro non è altra differenza se non che in quello il resto si porta avanti
L43nel medesimo quaderno, e in questo da un libro nell'altro. E dove in quello chiamavi le carte di
L44quel libro proprio, in questo si chiama le carte del libro seguente, in modo che nel riporto di un libro
L45nell'altro solo una volta per ciascuno quaderno si mette la partita. E questa prerogativa ha l'ultima partita sempre
L46dei quaderni che null'altra mai può avere come nel processo dato hai notato. E devesi[?]
L47tal riporto così dettare, cioè mettiamo che tu abbia Martino debitore per resto nel tuo quaderno
L48croci a carte 60 di lire 12, soldi 15, grossi 10, piccioli 26. E abbilo a portare in quaderno A a carte 8.
L49in dare ti conviene nel libro croci aiutare l'avere, dove dirai così di sotto a tutte l'altre partite
L50E a dì ecc., ponendo sempre il medesimo dì che fai il bilancio, per lui medesimo porto in quaderno
L51A al deve dare per resto qual qui pongo per saldo di questa, vale a carte 8, lire 12, soldi 15, grossi 10, piccioli 26.
L52E depennerai la ditta partita in dare e avere diametraliter come nel riporto ti insegnai ponendo
L53la somma di tutta la partita sotto nel campo di ditta partita in dare e in avere, cioè tanto dall'uno lato quanto
L54dall'altro, acciò paia all'occhio subito star bene e uguale[?] come si ricerca al buon saldo, ponendo nel
L55trar fuori il numero delle carte del quaderno A dove tal resto porti. E poi nel quaderno
L56A in dare dirai così prima ponendo sopra in cima della carta il suo millesimo, il giorno nella
L57partita per la cagione detta sopra nel capitolo 15, cioè Martino del tale ecc., deve dare a dì ecc. per
Zenodo Page 454 (Folio Leaf 208v)
L01Distinzione nona. Trattato XI. Delle scritture
L02lui medesimo per resto tratto del libro Croci, posto al deve avere per saldo di quella, vale a carta 60.
L03lire 12, soldi 15, grossi 10, piccioli[?] 26. E così andrai saldando tutte le partite nel libro Croci che tu intendi portare
L04in quaderno A, di cassa, cavedale, robe mobili e stabili, debitori, creditori, uffici, sensarie, pesatori
L05di comune ecc., con i quali si usa alle volte andare a conto lungo ecc. Ma quelle partite
L06che non volessi portare in detto quaderno A, che potrebbero[?] essere quelle che solo a te s'appartengano[?].
L07E non sei obbligato a segnarne conto ad alcuno, come sono spese di mercanzia, spese di casa, entrata,
L08uscita[?] e tutte spese straordinarie, fitti, pensioni[?], feudi o livelli ecc., queste simili convengonsi saldare
L09in lo medesimo libro Croci nella partita del pro e danno, ovvero avanzi e disavanzi, o vuoi dire utile
L10e danno, in questo modo: che loro dare porterai in dare, che raro si possano avere in credito quelle
L11delle spese, dicendo nel saldo, aiutando come più volte è detto sempre la minore quantità in dare
L12o in avere per pro e danno in questo a carte tante ecc. E così tutte le avrai saldate in questa del pro[?] e danno,
L13dove subito poi sommando suo dare e avere potrai[?] conoscere tuo guadagno e perdita, perché
L14sarà in tal bilancio fatto la parità, cioè che le cose che si dovevano defalcare saranno defalcate, quelle che
L15si dovevano aggiungere saranno proporzionatamente ai suoi luoghi aggiunte. E se di questa partita sarà più[?]
L16il dare che l'avere, tu avrai perduto quel tanto in tuo traffico da che lo cominciasti. E se sia più lo
L17avere, allora dirai che quel tanto abbia in detto tempo guadagnato ecc. E veduto che avrai per questa
L18l'utile e danno tuo seguito, allora questa salderai in la partita del cavedale, dove nel principio del tuo
L19maneggio ponesti l'inventario di tutta la tua facoltà. E salderai la in questo modo: che se il danno seguito
L20sarà più, che Dio ne guardi ciascuno che realmente fo[?] buon cristiano si adopera, allora aiuterai
L21l'avere a modo usato dicendo: e a dì ecc., per cavedale in questo per danno seguito a carte ecc., vale ecc.
L22E depennerai la partita diametralmente in dare e avere, come sopra, ponendo pure la somma nel campo in dare
L23e avere che deve battere pari. E poi alla partita del cavedale in dare dirai: cavedale deve dare
L24a dì ecc. per pro e danno, per danno seguito posto in quella al deve avere per saldo suo, vale a carte ecc.
L25lire, soldi, grossi, piccioli[?] ecc. E così se ne fosse seguito utile, che sarebbe quando quella del pro e danno si ritrovasse più
L26in avere che in dare, allora soggiungeresti al dare per saldo quel tanto chiamando il cavedale alle carte
L27sue ecc., e a lui la porresti in avere insieme con le altre robe mobili e stabili, e di nuovo in questo cavedale,
L28quale conviene essere sempre l'ultima partita di tutti i quaderni, potrai[?] sempre conoscere tutta tua facoltà,
L29giungendo i debiti e crediti che in libro A portasti ecc. E questa del cavedale del quaderno Croci
L30salderai ancora. E porterai la come le altre nel quaderno A in resto e somma, o vuoi a partita per partita,
L31che lo puoi anche fare, ma si costuma farla in somma perché prima volta tutto tuo inventario ape[?]. E
L32ricordati chiamare sue carte ecc. E assetterai poi tutte le partite del quaderno A nell'alfabeto ognuna
L33al suo luogo, come di sopra ti dissi, capitolo 5. Acciò sempre possa con facilità trovare le tue faccende
L34secondo loro occorrenze e così sia saldo tutto il primo quaderno con suo giornale e memoriale.
L35E acciò sia più chiaro di detto saldo, farai questo altro scontro. Cioè sommerai in un foglio
L36tutto il dare del quaderno Croci. E ponilo a mano sinistra. E sommerai tutto suo avere
L37e ponilo a mano destra. E poi queste ultime somme risommerai. E ne farai di tutte quelle
L38del dare una somma che si chiamerà somma summarum. E così farai una somma di tutte quelle dall'avere
L39che si chiamerà ancora lei una somma summarum. Ma la prima sarà somma summarum del dare e la seconda[?]
L40si chiama somma summarum dell'avere. Ora se queste due somme summarum saranno pari, cioè che tanto
L41sia l'una quanto l'altra, cioè[?] quella del dare e quella dell'avere, arguirai il tuo quaderno essere ben guidato,
L42tenuto e saldato per la cagione che di sopra nel capitolo 14 fu detto. Ma se l'una di dette somme
L43summarum avanzasse l'altra denoterebbe errore nel tuo quaderno, il qual poi con diligenza
L44ti converrà trovarlo con l'industria dell'intelletto che Dio ti ha dato e con l'artificio delle ragioni
L45che avrai bene imparato, la qual parte come nel principio del presente dicemmo è sommamente necessaria
L46al buon mercatante, altrimenti non essendo buon ragioniere nei suoi fatti andrà a tastoni
L47come cieco. E potrà gliene[?] seguire molto danno. Adunque con ogni studio e cura ti sforzerai sopra tutto
L48essere buon ragioniere, che il modo a tua comodità in questa sublime opera a pieno a tua bastanza
L49te l'ho dato con tutte sue regole a tutti suoi luoghi debitamente poste, sì come tutto facilmente
L50per la tavola nel principio di questa opera posta potrai[?] trovare. E ancora per le cose dette qui[?] seguente
L51come di sopra nel capitolo 12 ti promisi, a più tuo ricordo farò uno epilogo, cioè sommaria
L52raccolta essenziale di tutto il presente trattato, che molto senza dubbio ti sarà utile. E per me ti ricorderai[?]
L53l'Altissimo pregare che a sue laude e gloria io possa di bene in meglio operando[?] procedere ecc.
L54Del modo e ordine a saper tenere le scritture minute come sono scritti di mano, lettere familiari,
L55polizze, processi, snie[?] e altri strumenti e del registro delle lettere importanti. Capitolo 35
L56Seguita[?] il modo e ordine di saper tenere le scritture e chiarezze minute come
L57sono scritti di mano di pagamenti fatti, quietanze di cambi, di robe date, lettere
L58familiari, quali cose sono fra mercanti di grandissima stima e molta importanza
Zenodo Page 455 (Folio Leaf 209r)
L00Distinzione nona. Trattato undicesimo. Delle scritture 209
L01tanza. E di gran pericolo in perderle e smarrirle. E prima, delle lettere familiari quali spesso
L02fra te e i tuoi avventori possano accadere. Queste sempre stendi e serba in un banchetto alla fine del
L03mese. E finito il mese lega le in un mazzo e riporle da parte, segnando ognuna di fuori il dì che la
L04ricevi, il dì che le rispondi. E così si fa a mese per mese. E poi alla fine dell’anno di tutti questi mazzi farai
L05un mazzo grande e luoga e segna suo millesimo. E quando vuoi alcuna lettera a quel ricorri. Avrai in
L06tuo studio ovvero scrittoio una tasca, nella quale riporrai lettere che gli amici ti dessero, che tu con le tuoi
L07mandassi a loro. Se dici che la mandi a Roma, mettila in tasca di Roma, e se a Firenze in quella di Firenze
L08ecc. E poi nel spacciare del fante pigliale con le tuoi; al tuo rispondente in quel tal luogo le manda
L09perché il servire sempre è buono e anche s’usa dar suo beveraggio per esser servito ecc.
L10Attorno esso[?] cinta compartita come si fa in più taschette, cioè in tante quante sono le terre e luoghi in
L11le quali fai le tue faccende, come diciamo: Roma, Firenze, Napoli, Milano, Genova, Lione, Londra,
L12Bruggia ecc. E sopra dette taschette per ordine scriverai il suo nome, cioè a l’una dirai Roma, all’altra
L13Firenze ecc., nelle quali poi riporrai le lettere che per quelli luoghi ti fossero mandate da qualche amico
L14che la mandasse. E fatta che gli avrai risposta e mandata, pure in ditta lettera di fuori, come festi
L15del suo ricevere e per chi. E così similiter porrai menzione della risposta e per chi la mandasti
L16con lo suo giorno. Il qual dì mai in alcuna tua faccenda sia che manchi, o piccola o grande che la
L17sia, maxime in lettere nelle quali sempre si deve porre il millesimo, il dì e luogo, il nome tuo, il qual nome
L18si costuma metterlo da piede a man destra della lettera in un cantone. Il millesimo con lo dì e luogo
L19fra mercanti si usa porre di sopra nel principio della lettera. Ma prima, a modo buon cristiano avrai
L20sempre a mente di porre il glorioso nome di nostra salute, cioè il dolce nome di Gesù, ovvero in
L21suo scambio la figura della santa croce, nel cui nome sempre tutte le nostre operazioni debbano esser principiate.
L22E farai così: croce, 1494, a dì 17 aprile in Venezia. E poi seguita tuo dire, cioè carissimo
L23ecc. Ma gli studenti e altre genti, come sono religiosi ecc., che non trafficano, usano nel luogo dove
L24la lettera è fatta porre di sotto con lo dì e millesimo. E i mercanti costumano di sopra a modo
L25detto. Altramente non vi ponendo il dì sarebbe confusione. E di te sarebbe fatto beffe perché si dice
L26la lettera che non ha il dì notato che l’è fatta di notte. E quella che non ha notato il luogo si dice
L27che l’è fatta nell’altro mondo e non in questo, e oltre le beffe, che peggio è, ne segue scandalo ut dixi.
L28Spedita che avrai sua risposta, poscia al deputato luogo la poni come hai inteso. E quello che
L29detto abbiamo di una sola intendilo per tutte. Onde è ancora da notare che quando le lettere che tu mandi
L30fossero di importanza, quelle tali si vogliano prima registrarle in un libro da parte solo a questo deputato,
L31nel qual registro si deve porre la lettera de verbo ad verbum se ella sia di grande importanza come
L32sono lettere di cambio o di robe mandate o denari ecc., ovvero registrare solo la sostanza come memoriale,
L33dicendo: in questo dì ecc. abbiamo scritto al tale ecc. come per lo tale ecc. gli mandiamo le tal cose
L34ecc. so[?] per una sua di dì tanti[?] ecc. ci commise e richiese ecc. la qual ponemmo in tasca ecc. E di fuori sigillata
L35che avrai la tua che mandi e fatto la soprascritta s’usa per molti ponervi il suo segno
L36di fuori, acciò si conosca che sia di mercanti, ai quali molto si deve avere riguardo, perché
L37sono quelli, come in principio di questo trattato dicemmo, che mantengano le repubbliche. E a questo fine di reverenza
L38il simile i Reverendissimi Cardinali pongano di fuori il loro distinto nome, acciò nessuno si possa scusare
L39di non sapere di chi la fosse. E molto più apertamente il Santo Padre fa le sue patentemente aperte,
L40come sono bolle, brevilegi[?] ecc. Avvenga che alcune cose più intrinseche ponga sotto il sigillo del
L41pescatore ecc. Le quali lettere poi a mese per mese ovvero anno per anno recorrai[?] in mazzi ovvero filze e
L42da parte le poni ordinatamente in un armario o solaretto sicuro. E come nascano alla giornata così
L43l’assetta[?], acciò possi più presto a tue occorrenze ritrovarle. Della qual cosa non curo più dire perché so abbastanza
L44m’hai inteso ecc. Scritti di mano non pagati dei tuoi debitori, come ti accennai di sopra
L45nel capitolo 17, serberai in un altro luogo più segreto come sono casse e scatole private ecc. E le quietanze
L46similiter serba in luogo sicuro per ogni rispetto. Ma quando tu pagassi tu ad altri il ricevere
L47faralo scrivere in uno libretto di pagamenti come in principio ti dissi, acciò non si possa così facilmente smarrire
L48e perdere. E così osserverai delle polizze che importano, come sono notole di sensaria di
L49mercati, o di pesatori o bollette di robe messe o tratte di dogane da mare o da terra e sentenze
L50o cartoline di consoli o altri uffici o altri istrumenti di notari in pergamena, i quali si debbano riporre
L51in un luogo da parte. E così copie, scritture e processi di lite di procuratori e avvocati. E similmente
L52è buono avere un libro separato per i ricordi, che si chiami ricordanze, nel quale alla giornata farai
L53le tue memorie delle cose che dubitassi non ricordarti, che ti potrebbero tornar danno, nel quale ogni dì
L54al manco la sera innanzi vadi a dormire darai occhio, se cosa fosse da spedire o da fare che non
L55fosse spedita ecc., alla qual spacciata darai di penna. E così qui farai memoria di cose che al vicino e
L56amico per uno o due dì prestassi, come sono vasi di bottega, caldaie e altri ordigni ecc. E questi
Zenodo Page 456 (Folio Leaf 209v)
L00Distinzione nona. Trattato undicesimo. Delle scritture
L01simili documenti con gli altri utilissimi sopra dati riporrai ecc., più e manco conciando[?] e sminuendo
L02secondo[?] luoghi e tempi a te per tuo ingegno parerà. Però che non è possibile appieno di tutto a
L03punto per punto in mercanzia dare norma e notizia, poiché come altre volte s'è detto vuol più punti
L04a fare un mercatante che un dottore di leggi. Ideo ecc. Cose che finora sono dette, se ben l'apprenderai
L05son certo in tutte tue faccende ben ti reggerai, mediante il tuo peregrino ingegno ecc.
L06Sommario di regole e modi sopra il tenere un libro di mercanti. Capitolo 36.
L07Tutti i creditori si devono mettere al libro dalla tua mano destra. E i debitori dalla tua
L08mano sinistra. Tutte le partite che si mettono al libro hanno a essere doppie: cioè se tu fai un creditore
L09altresì[?] fare un debitore. Ciascuna partita così in dare come in avere deve contenere in sé 3 cose, cioè
L10il giorno del pagamento. La somma del pagamento. E la cagione del pagamento. L'ultimo
L11nome della partita del debito deve essere il primo della partita del credito. In quello medesimo
L12giorno che è scritta la partita del debito, in quello medesimo giorno deve essere quella del credito.
L13Il bilancio del libro s'intende un foglio piegato per il lungo sul quale dalla mano destra si copiano
L14i creditori del libro, e dalla sinistra i debitori. E vedesi se la somma del dare è quanto quella dell'avere.
L15E allora il libro sta bene. Il bilancio del libro deve essere pari, cioè che tanto deve essere
L16la somma non dico dei creditori, né debitori. Ma dico la somma del credito quanto la somma del debito.
L17E non essendo sarebbe errore nel libro. Il conto di cassa conviene che sempre sia debitrice.
L18Ovveramente pari. E se altrimenti fosse sarebbe errore nel libro. Non si deve e non si può fare
L19un debitore al libro senza licenza e volontà di quello tale che ha a essere debitore e se pure si facesse quella
L20scrittura sarebbe falsa. Né similmente non si può porre né patti né condizioni a un credito senza
L21licenza e volontà del creditore. E se pure si facesse quella scrittura sarebbe falsa. Il libro conviene
L22che sia tutto tratto fuori a una medesima moneta. Ma dentro poi ben notare[?] quello che accadesse
L23o ducati o lire o fiorini o scudi d'oro o quello che fosse. Ma nel trarre fuori conviene che sia tutto
L24a una medesima moneta come principiasti il libro così conviene seguire. La partita del debito
L25o del credito che si fa in conto di cassa si può abbreviare chi vuole, cioè senza dire la cagione solamente
L26dire da tale di tale o a tale di tale, perché la cagione si viene a dichiarare nella partita opposta.
L27Avendo a fare un conto nuovo si deve scrivere in carta nuova senza tornare addietro ancora
L28che addietro vi trovassi spazio da metterla. Non si deve scrivere indietro. Ma sempre avanti
L29per ordine come vanno i giorni del tempo che mai non ritornano indietro. E se pure si facesse
L30sarebbe da reputare quello libro falso. Se una partita fosse al libro messa per errore che non dovesse
L31essere come avviene alle volte per smemoraggine e tu la volessi stornare farai così segna
L32quella tale partita in margine d'una croce o d'una B. E dipoi scrivi una partita all'incontro, cioè a
L33l'opposto di quella nel medesimo conto, cioè se la partita errata fosse creditrice, poniamo di
L34lire 50, soldi 10, denari 6. E tu la farai debitrice. E dirai: e deve dare lire 50, soldi 10, denari 6. Sono per la partita di contro
L35segnata croce che si storna perché era errata e non aveva a essere. E questa partita segnala
L36croce come è l'altra, e detto fatto. Quando lo spazio d'un conto fosse pieno in modo che non vi
L37potesse mettere più partite. E tu volessi tirare quello conto innanzi. Fa così guarda quello che è il resto
L38del detto conto, cioè se gli resta avere o a dare. Ora poniamo che quello conto resti avere
L39lire 28, soldi 4, denari 2. Dico che tu debba fare un verso soletto dalla parte opposta senza mettere giorno.
L40E dirai così: e deve dare lire 28, soldi 4, denari 2 per resto di questo conto posto avere in questo a carta, e detto fatto.
L41E il detto verso si deve segnare in margine davanti così, cioè Resto, che significa resto
L42cioè che il detto verso non è debitrice[?] ancorché sia dalla banda del debitore. Ma viene a essere
L43trasportato quello credito per la via del debito. Ora ti conviene volgere carta e andare tanto
L44avanti che trovi una carta nuova. E qui fare creditore il detto conto. E nominarlo e fare
L45partita nuova senza mettervi il giorno. E dirai così tale di tale di[?] tali deve avere lire 18, soldi 4, denari 2. Sono
L46per resto d'un suo conto levato in questo a carta. E questa partita si deve segnare in margine
L47così, cioè Resto, che significa resto. Ed è fatta. E così come io ti mostro quando il conto resta
L48ad avere così ancora hai a fare quando restasse a dare, cioè quello che hai messo dalla banda del
L49credito mettere dalla banda del debito.
L50Quando il libro fosse tutto pieno o vecchio e tu volessi ridurlo a un altro libro nuovo
L51fa così, prima ti conviene vedere che se il tuo libro vecchio è segnato in su la coperta poniamo
L52per caso A, bisogna che in sul libro nuovo dove lo vuoi ridurre sia segnato in su
L53la coperta B, perché i libri dei mercanti vanno per ordine l'uno dopo l'altro su le lettere
L54dell'A B C ecc. E dipoi levare il bilancio del libro vecchio che sia giusto e pari come debba essere
L55e da quello bilancio copiare tutti i creditori e debitori in sul libro nuovo tutti per ordine come essi
L56stanno in sul bilancio. E fare tutti i debitori e creditori ciascuno da per sé e lascia a ciascuno tanto spazio
Zenodo Page 457 (Folio Leaf 210r)
L00Distinzione[?] nona. Trattato undicesimo. Delle scritture 210
L01Quanto tu arbitri avere a travagliare con seco. E in ciascuna partita del debitore hai a dire per tanti resta
L02a dare al libro vecchio segnato A a carta, e in ciascuna partita del creditore hai a dire per tanti resta
L03a avere al libro vecchio segnato A a carta. E così è ridotto al libro nuovo. Ora per cancellare
L04il libro vecchio ti conviene a ciascuno conto acceso spegnerlo con lo bilancio sopra detto, cioè se
L05uno conto del libro vecchio sarà creditore, che lo vedrai per lo bilancio, faralo[?] debitore e dirai per
L06tanti resta avere a questo conto posto debbi avere al libro nuovo segnato B a carta. E così avrai
L07spento tutto il libro vecchio e acceso al libro nuovo. E così come io ti mostro d’un creditore
L08così hai a fare d’un debitore. Salvo che dove al creditore si fa debitore posto debbi avere
L09E tu hai a fare creditore posto debbi dare ed è fatto.
L10Casi che appartiene[?] a mettere al libro dei mercanti.
L11Tutti li denari contanti che tu ti trovassi che fussino tuoi propri, cioè che avessi guadagnati in
L12diversi tempi pel passato o che ti fussino stati lasciati dai tuoi parenti morti, o donati da qualche principe
L13farai creditore te medesimo. E debitore cassa. Tutte le gioie e mercanzie che fussino
L14tue proprie che tu avessi guadagnate, o che ti fussino state lasciate per testamento, o che ti fussino
L15state donate. E queste tale cose si vogliono stimare da per sé l’una dall’altra, quello che vagliano a denari
L16contanti. E tante quante cose elle sono tante partite fare al libro e fare ciascuna debitrice e dire per tante
L17mi trovo stimare questo di tanti denari ecc. Posto medesimo creditore in questo a carta. E farai creditore
L18il tuo conto, cioè te medesimo di ciascuna partita. Ma nota che queste partite s’intende che non siano
L19manco di 10 ducati l’una però che le cose minute di poco valore non si mettano al libro.
L20Tutte le cose stabile che tu ti trovassi che fussino tue proprie come sono case possessioni botteghe
L21hai a fare debitore detta casa e stimare quello che la vale a tua discrezione a denari contanti. E fanne
L22creditore te medesimo al tuo sopra detto conto. E dipoi fare debitore la possessione da per sé e
L23stimarla come è detto e fanne creditore te medesimo al tuo sopradetto conto. E come nelle regole t’ho detto
L24tutte le partite vogliono avere in loro tre cose, cioè il giorno e la quantità della pecunia e la cagione.
L25Compre che tu facessi di mercanzie, o di che cosa si fusse per li denari contanti debbi fare debitore quella
L26tale mercanzia o quella tale cosa e creditore la cassa. E se tu dicessi: io la comprai a denari contanti come è
L27detto. Ma uno banco gli pagò per me, o veramente uno mio amico gli pagò per me. Rispondoti
L28che a ogni modo hai a fare debitore quella tale mercanzia come di sopra ho detto. Ma dove io ti
L29dissi farai creditore la cassa tu hai a fare creditore quel banco, o quello tuo amico[?] che per te gli ha pagati.
L30Compre che tu facessi di mercanzie, o di che cosa si sia a termine d’alcuno tempo debi fare debitore
L31quella tale mercanzia e creditore colui da cui tu l’hai comprata per quello tempo. Compre che tu
L32facessi di mercanzia, o di che cosa si sia a parte denari e parte tempo debbi fare debitore quella tale mercanzia
L33E creditore colui da cui tu l’hai comprata per quello tempo con questi patti che li abbi avere diciamo
L34il terzo di denari contanti E lo resto fra 6 mesi prossimi futuri: E dopo questo fare un’altra partita, cioè
L35debitore colui da cui tu l’hai comprata di quella quantità di denari contanti che monta quella terza parte che fu di patto di contanti
L36E creditore la cassa o quello banco che gli pagasse per te. Tutte le vendite che
L37tu facessi di mercanzie o d’altre cose hai a fare tutto come di sopra salvo che hai a mettere per lo opposto,
L38cioè che dove di sopra ti dissi che sempre facessi debitore la mercanzia, qui nelle vendite hai
L39a fare sempre creditore la mercanzia E debitore cassa se è venduta a denari contanti o debitore quel banco
L40che te li avesse promessi E se è venduta a termine, hai a fare debitore colui a cui tu l’hai venduta
L41per quello termine e se fusse venduta a parte denari e parte tempo hai a fare come di sopra ti mostrai nelle compre
L42quelle due partite. Se tu vendessi una mercanzia a baratto diciamo. Io ho venduto libbre 1000
L43di lana d’Inghilterra a baratto di pevere cioè a libbre 2000 di pevere domando come
L44s’ha a conciare questa scrittura al libro. Fa’ così: stima quello che vale il pipe[?] a tua discrezione a denari contanti.
L45Ora poniamo che tu lo stimi ducati 12 il cento adunque le 2000 libbre vagliono ducati 240
L46contanti. E poi farai creditore la lana di ducati 240 per quanto l’hai venduta E questo modo osserva sempre in le partite
L47tutte degli baratti dei quali se n’è avuto libbre 2000 di pevere stimato 240 ducati. Posto detto[?]
L48pevere debbi dare in questo a carta. E fanne debitore il pevere. Denari contanti che tu prestassi
L49a qualche tuo amico hai a fare debitore l’amico a chi tu gli hai prestati e creditore cassa. Se tu
L50ricevessi denari contanti in prestanza da qualche amico hai a fare debitore cassa e creditore l’amico.
L51Se tu avessi preso 8, o 10, o 20 ducati per assicurare nave o galee o altra cosa debbi fare
L52creditore sicurtà di navili e chiarire che e come e quando e dove e quanto per cento. E debitore conto
L53di cassa. Mercanzie che ti fussino mandate da altri con commissione di venderle o barattarle
L54delle quali tu avessi avere la tua provvisione. Dico che tu debbi fare debitore al libro quella tale mercanzia
L55a tenere, cioè attenente[?], al tale di tale per lo porto, o per gabella, o per nolo o per mettere in magazzino E creditore
L56conto di cassa. Tutte le spese di mercanzie di denari contanti che tu farai, o per nolo, o per gabelle
L57o vetture o senserie, o portature fa creditore la cassa. E debitore quella tale mercanzia
L58per la quale tu gli hai spesi.
Zenodo Page 458 (Folio Leaf 210v)
L00Distinzione nona. Trattato undicesimo. Delle scritture
L01Casi che accade mettere alle ricordanze del mercante.
L02Tutte le masserizie di casa o di bottega che tu ti trovi. Ma vogliono essere per
L03ordine, cioè tutte le cose di ferro da per sé con spazio da potere aggiungere se bisognasse.
L04E così da segnare in margine quelle che fossero perdute o vendute o
L05donate o guaste. Ma non si intende masserizie minute di poco valore. E fare ricordo
L06di tutte le cose d’ottone da per sé come è detto. E simile tutte le cose di stagno. E simile tutte le cose di legno.
L07E così tutte le cose di rame. E così tutte le cose d’argento e d’oro ecc.
L08Sempre con spazio di qualche carta da potere arrogere se bisognasse, e così da dare notizia
L09di quello che mancasse. Tutte le malleverie o obblighi o promesse che promettessi per qualche
L10amico, e chiarire bene che e come. Tutte le mercanzie o altre cose che ti fossero lasciate
L11in guardia o a serbo o in prestanza da qualche amico, e così tutte le cose che tu prestassi a altri tuoi
L12amici. Tutti li mercati condizionati cioè compre o vendite come per esempio uno contratto cioè che
L13tu mi mandi con le prossime galee che torneranno d’Inghilterra tanti cantara di lane dilimistri[?] [lettura di Anthony Mellor: dilimistri = filato non tagliato]
L14a caso che le siano buone e recipienti. Io ti darò tanto del cantaro o del cento o veramente
L15ti manderò all’incontro tanti cantara di cottoni. Tutte le case o possessioni o botteghe
L16o gioie che tu affittassi a tanti ducati, o a tante lire l’anno. E quando tu riscuoterai il fitto allora quelli
L17dinari s’hanno a mettere al libro come di sopra ti dissi. Prestando qualche gioia o vasellamenti
L18d’argento o d’oro a qualche tuo amico per otto o quindici giorni di queste tale cose non
L19si mettono al libro, ma se ne fa ricordo alle ricordanze, perché fra pochi giorni l’hai a riavere[?].
L20E così per contra se a te fossi prestato simili cose non li debbi mettere al libro. Ma farne memoria
L21alle ricordanze perché presto l’hai a rendere.
L22Come si scrivono lire e soldi e denari e piccioli e altre abbreviature.